Ho ceduto alla tentazione

Psicoterapia e letteratura al tempo di internet: un passaggio autobiografico

Beh, ho resistito non poco all’utilizzo di internet quale strumento per comunicare qualcosa di sé.
Ai tempi dell’Università (più di vent’anni orsono) i professori ancora ci fornivano le tracce bibliografiche su cui studiare rigorosamente su cartaceo, internet era praticamente uno sconosciuto o era soltanto nelle conoscenze di pochi che avevano una chiara inclinazione alla tecnologia.
I libri fatti di carta mi hanno sempre attratto tantissimo, è sempre stato un piacere immenso poter sottolinearli con matite colorate, potere appuntare una sintesi preziosa ai bordi delle pagine oppure pieghettare leggermente i margini a mo’ di segnalibro così da ritrovare tempestivamente i passaggi più importanti.
Dunque solo tardivamente  ho cominciato a cercare qualche testo su internet laddove prima ignoravo tale opzione giacché, quand’ero in vena di nuove letture, mi recavo esclusivamente in biblioteca oppure in libreria.
Gli amici e gli stessi pazienti, ormai da tempo, mi suggerivano di scrivere qualcosa sulla mia professione e di usare anche il web per questo, così ho ceduto infine alla tentazione e ho deciso di farlo assecondando le mie inclinazioni: ho pensato subito ad un vecchio amore, ad uno di quegli amori che torna a prenderti dolcemente la mano ogniqualvolta che la vita sta principiando a travolgerti e a deprivarti della poesia che è in essa!
Ed ecco che ho ritrovato il mio amore per la letteratura e per certi classici che da ragazzo ricordo di aver letto in modo persino famelico. E adesso, dopo gli studi di psicologia e psicoterapia, mi è piaciuto moltissimo rileggere i romanzi che ho amato da adolescente e filtrarli stavolta con una nuova sensibilità!
La pagina denominata “letture” del mio sito web è dunque quella che mi interessa di più, che spero di aggiornare costantemente senza ovviamente sottrarre alcuno spazio all’attività clinica che si è rivelata ormai la mia vocazione principale!
20 giugno 2015
 
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Psicoterapia e letteratura al tempo di internet: un passaggio autobiografico

Identità e cliché, un “involontario” leit motiv

Un tema sempre attuale: la contrapposizione tra l’identità sostanziale e l’adesione allo stereotipo imposto dalla società

  • Piazza Don Bosco

Una mia paziente, colta e accorta, mi ha fatto notare che gli ultimi articoli inseriti sono praticamente accomunati da un filo conduttore ovvero quello della riflessione tra l’identità sostanziale e lo stereotipo che quasi sempre stigmatizza il soggetto e lo depriva delle sue potenzialità trasformative.

Già, involontariamente (ma è questo che rende più interessante la “scoperta” della mia paziente), ho trattato il medesimo tema in diversi contesti: ne Il diavolo sulle colline di Pavese alcuni ragazzi apparentemente divisi dalle loro appartenenze sociali si ritrovano a condividere emozioni e vicissitudini, ne La morte a Venezia di Thomas Mann l’identità profonda emerge per scardinare il ritegno borghese, ne L’idiota di Dostoevskij ho riflettuto ampiamente su come le credenze della gente riescano a condizionarci sino al punto di riconfermare il pregiudizio altrui coi nostri stessi comportamenti.

Infine v’è l’omaggio a Pier Paolo Pasolini che di fatto ripropone la contrapposizione tra cliché e identità ovvero tra l’impegno sociale dello scrittore e l’intima dolcezza che traspare dalle sue composizioni giovanili.
Insomma, senza rendermene conto ho approfondito il tema della contrapposizione tra stereotipo e identità sostanziale seppur percorrendo ogniqualvolta strade diverse: ed ecco che ho deciso di riunire qui gli articoli accomunati da questo leit motiv. Affinché contribuiscano  tutti al medesimo spunto di riflessione!

La ricchezza che viene dal confronto e dal contrasto

Il diavolo sulle colline, un romanzo di Pavese che scruta nelle contraddizioni dell’uomo

Il diavolo sulle colline di Cesare Pavese

Il conflitto tra le pulsioni e il rigore morale

La morte a Venezia: il conflitto tra Es e Super-Io affrontato dal più grande scrittore europeo

La morte a Venezia di Thomas Mann

Come noi ci vediamo e come ci vedono gli altri 

Leggendo L’idiota, capolavoro della maturità di Dostoevskij

Prima parte: L’uomo “assolutamente buono”

Seconda parte: La donna “irreversibilmente perduta”

L'idiota di Fëdor dostoevskij

Il lato intimista di un uomo irriverente

Omaggio a Pier Paolo Pasolini, a quarant’anni dalla sua tragica scomparsa

La meglio gioventù di Pier Paolo Pasolini